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    .....................

    Cerco un po’ di coraggio
    mentre ti guardo da quaggiù
    [mi scaldi tu]

    splendi e mi illumini ma,
    lacrime di pagliaccio bruciano
    dentro il volto di noi uomini
    deboli e stupidi.
    Spiega le ali di cera per arrivare a lei
    [a lei]
    dove l'aria è più leggera e amare rende dei

    RIT.: Non rinunciare mai,
    apri le ali e vai,
    non è l'ultima volta che cadrai ma ti alzerai,
    vedrai la troverai e allora volerai,
    oh Icaro!

    Quante volte sfiori il sole
    e rimani col cuore a pezzi,
    precipiti in un mare di dubbi
    sui tuoi insucessi,
    solo il Signore sa quanto male
    m’ ha fatto l'amore,
    non ci son parole rimane tra due persone.
    Ti trovi solo al suolo e
    non sai più chi sei,
    ti resta di lei solo di lei.
    Ma io volerò una voce mi dice
    farlo è possibile,
    non smettere di credere
    per me vuol dire vivere.

    RIT.

    Arrivare fin lassù non,
    sai più che senso ha,
    ma non vuoi di certo
    vivere a metà
    Verrà il giorno in cui vedrai
    nel cielo solo lei e
    con un battito di cuore volerai.

    Tutti vogliono volare,
    ma quanti sono disposti
    a rischiare di farsi male, cadere,
    ricominciare tanti si accontentano
    solo di camminare, ma tappando le ali al cuore che cosa si vive a fare?
    perchè senza amare siamo angeli a metà
    a volte viene da pensare quello vero non esiste
    ma il cielo è pieno di stelle e di certo
    c'è una di quelle più belle che splende solo per me.
    Ma è coperto da qualche nuvola passeggera
    ormai non ho più paura e resisto in questa bufera.
    Perchè noi persone dopo storie che finiscono,
    siamo proprio come tanti Icaro che dicono.
     
     
     
    TI VOGLIO BENE....

     

     

    e intanto, mancano due giorni...domani si parte e quindi ci sentiamo per il resoconto del concerto!!! baciiiiiiiiii

    17 novembre

    ciao...per l'ultima volta, almeno fino ai prossimi due anni scriverò da qui, via roma 174, da domani, anzi da oggi si cambia, andrò a vivere non lontano da dove vivo adesso, ma sarà sempre un'altra casa...sono contenta, ma mi ci dovrò abituare...intanto....meno setteeeeee!!!!!!

    X il piccolo Tommaso

    Oggi a scuola la mia cara meri mi ha detto “ascolta questa canzone è su tommi onofri” e cosi dopo averla ascoltata ho deciso di scrivere qualcosa su questo blog, gia in precedenza avevo scritto alcuno commenti su di lui, ma adesso, anche a distanza di un anno e mezzo mi sento in dovere di ricordarlo x l’ennesima volta…prima comincio col riassumere la sua triste storia, storia che ogni volta che la ripercorro anche solo con la mente, non puo far a meno che farmi piangere…

     

    Il giorno 2 Marzo 2006 è stato sequestrato a Casalbaroncolo, (nel Parmense), da due malviventi, il piccolo Tommaso Onofri. Da allora tutti si sono battutti per cercare di dare un senso a questa storia..Attorno a questa famglia si sono venuti a creare dei veri e propri misteri, a cominciare dalle voci che hanno detto che il padre, (Paolo), era un poco di buono, un pedofilo ecc. qualche giorno dopo, è uscita la notizia, secondo cui la medium Maria Luisa Busi ha avuto una visione, che vede questo bimbo morto, in un sacchetto di plastica nel fiume dell'alta Toscana, il Magra. Tommaso è malato, di una malattia che gli puo essere fatale : l’epilessia.

    Ciò che pensavavamo non potesse accadere, è accaduto. Il triste finale è stato uno dei più agghiaccianti. La vicenda è delle più orribili perchè è stato ammazzato in maniera cruenta. Gli sono stati infieriti dei colpi di badile nella fronte ed è stato sotterrato a 30 cm dal suolo. E' stato trovato in questo stato, nei pressi del fiume Enza, a pancia in sotto. I suoi carnefici sono due, uno già si conosceva in questa intricata vicenda (Mario Alessi), pregiudicato siciliano, che ha lavorato per gli Onofri in diverse opere di ristrutturazione e che, ha tra l'altro alle spalle uno stupro di una ragazza disabile di 16 anni dinnanzi al suo fidanzato, l'altro invece è Salvatore Raimondi, anch'egli responsabile. Il brutto di tutto è il fatto che quel pezzo di merda di Alessi ha prima detto che lui, con questa storia non centrava nulla, poi nel parlare ai microfoni emetteva risa smorzate, e, chiedeva ai giornalisti quanti soldi prendeva per ogni intervista. sono schifata..Cosa ha spinto la mente di queste persone a commettere una simile azione?? La risposta è semplice: come al solito c’entra il denaro, è proprio questo, il responsabile di tutto. I due sequestratori avrebbero voluto diventare ricchi alle spalle di due poveri impiegati delle poste.

    Ormai è passato piu di un anno e mezzo da quando è stato brutalmente assassinato il piccolo Tommaso, a distanza di molto tempo ancora oggi non si è spenta credo in nessuno la voglia di ricordarlo.intanto metto questa frase che ho trovato in giro x la rete…

     

     "Prossimamente avrai la tua giustizia,
    non temere di quello che succederà,

    prima o poi i tuoi aguzzini dovranno soffrire come tu prima di apprestarti a salire in Cielo hai fatto,
    dovranno stare malissimo, piangere lacrime di sangue e essere divorati dal rimorso.
    Non preoccuparti, avrai la tua giustizia come deve essere,
    spero che da lassù la realtà sia migliore di quella su questo pianeta che ogni giorno mi lascia interdetto per quanto è orribile...
    Ciao Tommy, il viaggio per purificarci lo faremo tutti può darsi che ti rivederò in Paradiso..."

      e adesso incollo il testo di Fabri Fibra, artista che non stimo ma che penso abbia dato il meglio di se in questa canzone…

    POTEVI ESSERE TU - FABRI FIBRA

    la la la la la la la la la la la
    la la la la la la la la la la
    ...dormi bambino che il lupo si avvicina...
    la la la la la la la la la la
    a quest' ora avrei 4anni
    e sarei all asilo con tutti i miei compagni
    e invece mi hanno preso
    e portato via da mamma
    togliendomi la vita in aperta campagna
    ricordo ancora il suono dei passi
    il rumore delle foglie, le scarpe sui sassi
    l'odore degli estranei, dei guanti, il cappotto
    l' ultima cosa che ricordo è che piangevo troppo
    e poi la grande luce la puzza era sparita
    il mio corpo sepolto lungo il fiume senza vita
    nessuno mi ha salvato, nessuno che si accorto
    soltanto dopo un mese hanno scoperto che ero morto
    papà cosa aspettavi perchè non mi hai soccorso
    legato in quella sedia non ti sei neanche mosso
    qualunque sia il motivo non capisco, nn posso
    e adesso qualcuno gira col mio sangue addosso


    rit.
    qui non c'è magia potevi essere tu
    domani tocca a un altro non guardi la tv
    racconto solo fatti di cronaca quella dura
    quella che fa brutto quella che fa paura
    ma quante volte avrei voluto parlarti..parlarti
    ma quante volte avrei voluto salvarti..salvarti
    ma quante volte avrei voluto parlarti..parlarti
    ma quante volte avrei voluto salvarti..salvarti


    ho fatto un sogno, tommy che piangeva
    in salotto e sul muro c'era il sangue che scendeva
    mi chiede cosa ho fatto di tanto cattivo
    non assomiglio più a quella foto in cui sorrido
    mi sveglio sul divano
    ho il telecomando in mano
    la tv davanti a me con tommaso in primo piano
    stringo la spina e stacco il cavo dalla presa
    ma qualunque cosa faccio la tv rimane accesa
    il volume non si abbassa aumenta di continuo
    parla un giornalista sotto con la mamma del bambino
    sollevo la tv e la scaglio fuori dal terrazzo
    ma colpisco un ragazzino sulla testa e lo ammazzo


    rit.
    qui non c'è magia potevi essere tu
    domani tocca a un altro non guardi la tv
    racconto solo fatti di cronaca quella dura
    quella che fa brutto quella che fa paura
    ma quante volte avrei voluto parlarti..parlarti
    ma quante volte avrei voluto salvarti..salvarti
    ma quante volte avrei voluto parlarti..parlarti
    ma quante volte avrei voluto salvarti..salvarti

    qui non c'è magia potevi essere tu
    domani tocca a un altro non guardi la tv
    racconto solo fatti di cronaca quella dura
    quella che fa brutto quella che fa paura
    ma quante volte avrei voluto parlarti..parlarti
    ma quante volte avrei voluto salvarti..salvarti
    ma quante volte avrei voluto parlarti..parlarti
    ma quante volte avrei voluto salvarti..salvarti


    esco di casa e penso di essere tommaso
    e scrivo su ogni muro "non si muore per caso"
    poi entro in casa vostra che sia notte o che sia giorno
    e capirò quanti di voi nei computer hanno film porno
    e se è vero che li avete
    scriverò anche i vostri nomi
    sui fogli i giornali sui muri delle strade
    sui ponti sui pali ovunque l' occhio mano cade
    cosi vi accuseranno come ho fatto con mio padre


    rit.
    qui non c'è magia potevi essere tu
    domani tocca a un altro non guardi la tv
    racconto solo fatti di cronaca quella dura
    quella che fa brutto quella che fa paura
    ma quante volte avrei voluto parlarti..parlarti
    ma quante volte avrei voluto salvarti..salvarti
    ma quante volte avrei voluto parlarti..parlarti
    ma quante volte avrei voluto salvarti..salvarti

    qui non c'è magia potevi essere tu
    domani tocca a un altro non guardi la tv
    racconto solo fatti di cronaca quella dura
    quella che fa brutto quella che fa paura
    ma quante volte avrei voluto parlarti..parlarti
    ma quante volte avrei voluto salvarti..salvarti
    ma quante volte avrei voluto parlarti..parlarti
    ma quante volte avrei voluto salvarti..salvarti


    canzone forte, anche troppo...commentate se volete...vale

    Addio Piccolo Tommaso Riposa in pace!!

    Da Luciano

    Ecco le parole scritte da Liga su ligachannel...

    Dal palco lo spettacolo non si vede.
    Ci avevate mai pensato?
    Cioè: lo so che avete cose un po' più importanti a cui pensare, però adesso sapete anche questa.
    Quando fai un concerto, le luci sono sopra o di fianco o dietro di te (a parte i seguipersona, ma in quel caso vedi solo un fascio accecante) gli schermi altrettanto.
    Quindi lo spettacolo non lo vedi.
    Ma questa volta...
    Questa volta sì.

    Con venti giorni a disposizione per l'allestimento e le prove, ci sono finalmente riuscito.
    Il diciannovesimo giorno abbiamo fatto una prova generale e il giorno dopo, dal mixer, mentre l'impianto diffondeva la registrazione della prova, ho potuto vedere com'è un mio spettacolo.
    O almeno com'è questo.
    E... sono veramente tentato ma... non posso e non voglio svelarvi niente di quello che ho visto.
    Lo sapete che non è una forma di crudeltà: è solo che credo che la sorpresa sia una parte importante dello spettacolo stesso.
    Posso solo dirvi che non vediamo l'ora di mostrarlo a voi.
    Vi ho già detto che, essendo il tour del "best of" è tutto incentrato sulle canzoni che sono state singoli ma questo non esclude altre sorprese.
    Ancora pochi giorni e ci vediamo.

    Perché se è vero che dal palco lo spettacolo non si vede è pur sempre vero che, da lì, si vede uno spettacolo molto migliore: voi.


    noi siamo lo spettacolo migliore???? a me sembrava che il vero spettacolo fossi tu mio caro Luciano! ma se lo dici tu mi fido, e se x te il miglio spettacolo siamo noi, beh, cercherò di dare il massimo, di essere all'altezza dello spettacolo che sono sicura tu farai!! solo 12 giorni, ci vediamo presto...vale

    l'amore x la pace

    ALBIO TIBULLO. Elegiae. L'amore per la pace (I, 10)

    Quis fuit, horrendos primus qui protulit enses?
    Quam ferus et vere ferreus ille fuit!
    Tum caedes hominum generi, tum proelia nata,
    Tum brevior dirae mortis aperta via est.
    An nihil ille miser meruit, nos ad mala nostra
    Vertimus, in saevas quod dedit ille feras?
    Divitis hoc vitium est auri, nec bella fuerunt,
    Faginus astabat cum scyphus ante dapes.
    Non arces, non vallus erat, somnumque petebat
    Securus varias dux gregis inter oves.
    Tunc mihi vita foret, Valgi, nec tristia nossem
    Arma nec audissem corde micante tubam.
    Nunc ad bella trahor, et iam quis forsitan hostis
    Haesura in nostro tela gerit latere.
    Sed patrii servate Lares: aluistis et idem,
    Cursarem vestros cum tener ante pedes.
    Neu pudeat prisco vos esse e stipite factos:
    Sic veteris sedes incoluistis avi.
    Tunc melius tenuere fidem, cum paupere cultu
    Stabat in exigua ligneus aede deus.
    Hic placatus erat, seu quis libaverat uvam
    Seu dederat sanctae spicea serta comae:
    Atque aliquis voti compos liba ipse ferebat
    Postque comes purum filia parva favum.
    At nobis aerata, Lares, depellite tela, 
    Hostiaque e plena rustica porcus hara.
    Hanc pura cum veste sequar myrtoque canistra
    Vincta geram, myrto vinctus et ispe caput.
    Sic placeam vobis: alius sit fortis in armis,
    Sternat et adversos Marte favente duces,
    Ut mihi potanti possit sua dicere facta
    Miles et in mensa pingere castra mero.
    Quis furor est atram bellis accersere Mortem?
    Imminet et tacito clam venit illa pede.
    Non seges est infra, non vinea culta, sed audax
    Cerberus et Stygiae navita turpis aquae:
    Illic peresisque genis ustoque capillo
    Errat ad obscuros pallida turba lacus.
    Quin potius laudandus hic est quem prole parata
    Occupat in parva pigra senecta casa!
    Ipse suas sectatur oves, at filius agnos,
    Et calidam fesso comparat uxor aquam.
    Sic ego sim, liceatque caput candescere canis
    Temporis et prisci facta referre senem.
    Interea Pax arva colat. Pax candida primum
    Duxit araturos sub iuga curva boves:
    Pax aluit vites et sucos condidit uvae,
    Funderet ut nato testa paterna merum:
    Pace bidens vomerque nitent, at tristia duri
    Militis in tenebris occupat arma situs.
    At nobis, Pax alma, veni spicamque teneto,
    Profluat et promis candidus ante sinus.

    Chi fu colui, che per primo inventò le terribili armi?
    Quanto malvagio e feroce quello fu!
    Allora nacquero le stragi a danno del genere umano, allora sorsero le guerre,
    allora venne aperta una via più breve alla terribile morte.
    Eppure quell'infelice non ebbe alcuna colpa, noi abbiamo volto a nostro danno quello, 
    che egli ci aveva dato contro le bestie feroci.
    Questo è colpa del ricco oro, e non vi furono guerre
    finché una tazza di legno di faggio era posta davanti ai banchetti.
    Non vi erano fortezze, non bastioni, 
    e il pastore si addormentava senza preoccupazione tra pecore di vari colori.
    Dolce sarebbe stata allora per me la vita, Valgio, e non avrei conosciuto
    le funeste armi, né avrei udito la tromba con il cuore palpitante.
    Ora sono trascinato a forza a combattere, e già forse qualche nemico
    produce dei dardi destinati a configgersi nel mio corpo.
    Ma patri Lari proteggetemi e salvatemi: voi stessi mi avete allevato,
    quando ancora bambino correvo qua e là.
    E non abbiate vergogna di essere fatti di antico legno:
    così voi abitaste le sedi dell'antico avo.
    Allora con più sincerità (gli uomini) mantenevano la parola data, quando con scarso ornamento
    il dio stava in una modesta nicchietta.
    Questo era soddisfatto, sia che qualcuno avesse fatto libagioni con uva
    sia che qualcuno avesse offerto una corona di spighe alla santa chioma:
    e colui che è padrone di qualcosa offriva delle focacce
    dietro di lui come compagna la piccola figlia offriva un favo intatto.
    Tenete lontano da noi, Lari, i dardi di bronzo
    e avrete come rustica vittima una scrofa del mio porcile pieno.
    Io stesso col capo cinto di mirto accompagni questa con una veste disadorna
    e porti canestri ornati di mirto.
    Così io possa piacere a voi: sia pure un altro valoroso nelle armi,
    e atterri col favore di Marte i comandanti avversari,
    in modo che mentre sto bevendo un soldato possa raccontarmi le sue imprese
    e disegnare col vino gli accampamenti sulla mensa.
    Che pazzia è mai quella di chiamare a sé con la guerra la nera morte?
    La morte ci sta sopra e segretamente arriva con passo silenzioso.
    Non campo coltivato v'è nel mondo sotterraneo, non vigna, ma l'audace
    Cerbero e il turpe nocchiero delle acque dello Stige:
    ivi una pallida turba con le gote dilaniate e i capelli arsi 
    erra presso le nere paludi.
    In quanto è più da lodarsi colui che coglie la sua tarda vecchiaia
    nella sua umile capanna in mezzo ai suoi figli!
    Egli stesso conduce al pascolo le pecore, il figlio invece gli agnelli,
    e la moglie prepara l'acqua calda al marito stanco.
    Possa anch'io esser così e mi sia concesso veder sul capo divenir bianchi i miei capelli
    e vecchio raccontare i fatti della giovinezza.
    Frattanto la Pace coltivi i canti. La Pace ha insegnato
    a condurre sotto i gioghi ricurvi i buoi per arare:
    la Pace ha sostentato le viti e ripose il succo d'uva,
    perché l'anfora di terracotta del padre versasse il vino puro:
    durante la pace brillano il bidente e il vomere, la ruggine
    ricopre le funeste armi dell'insensibile soldato nei nascondigli.
    Orsù vieni a noi, benefica Pace, e terrai una spiga